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Francesco Moglianesi

Francesco Moglianesi

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"La prima goccia" sta arrivando

2021-11-28 15:54

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"La prima goccia" sta arrivando

È stato un viaggio alla ricerca del futuro quello che Musa Darboe ha affrontato lungo le rotte dei migranti: dalle strade di terra del villaggio di Manduar, in Gambia, a quelle tracciate dai pick-up sulle sabbie del Sahara, dall’orrore dei lager libici al dramma dei barconi che attraversano il Mediterraneo.
In Italia il suo cammino si è trasformato in una storia di integrazione e accoglienza, contraddistinta da un forte impegno nel volontariato e nella vita sociale della città di Fermo.
Spinto dal desiderio di realizzare i propri sogni, ha superato momenti difficili e conquistato traguardi sempre più ambiziosi, trasformando il dolore in forza e la paura in amore.

Ho conosciuto Musa in una sera d’inverno.
Un manoscritto di poche pagine che raccontava la sua vita trovò il modo di finire tra le mie mani. L'editore Carlo Pagliacci me lo aveva inviato affinché lo valutassi come editor. Il documento, scritto in un italiano incerto, era una cronaca priva di un impianto narrativo, tuttavia rimasi colpito dalla scelta coraggiosa e romantica di quel ragazzo.
Musa, Carlo, Marco Marchetti ed io ci incontrammo presso la casa editrice Zefiro. Insieme concordammo che il testo, per essere pubblicato, aveva bisogno di un editing considerevole e di un supporto linguistico e narrativo. Carlo mi affidò il progetto ed io accettai, d’accordo con Musa.
Quella sera lo salutai con una promessa: avremmo dovuto affrontare un percorso insieme e quei venti fogli sarebbero diventati un libro.

Tre giorni dopo Musa partì per la Svezia, fui l’ultima persona che conobbe prima di lasciare l’Italia.
Per quattro mesi l’ho intervistato in videochiamata con penna e taccuino. Lui mi ha guidato attraverso i ricordi della sua vita. Stoccolma e Montappone non sono mai state così vicine e legate, anche se, quando fuori dalla sua finestra nevicava, fuori dalla mia splendeva il Sole o viceversa. Tra noi si creò subito una simpatica complicità, senza rendercene conto eravamo diventati amici. A quel punto, aiutarlo a raggiungere il suo sogno divenne per me un impegno morale.

Una struttura narrativa coinvolgente e la scelta di un linguaggio poetico hanno trasformato una storia personale in una storia universale.
Il costante confronto tra me e Musa fece emergere, in modo naturale, immagini dal sapore letterario e cinematografico da ogni capitolo della sua vita.
Il rumore dei tasti premuti sulla tastiera del computer iniziava a ricordare delle gocce di pioggia che aumentavano per numero e intensità. Il suono dell'ispirazione divenne presto un temporale. Mentre le pagine crescevano, il testo assumeva sempre di più le sembianze di un romanzo di formazione.

Musa ha condiviso momenti di gioia e di dolore, riponendo in me una fiducia di cui gli sono grato.
Ho immaginato le strade di terra rossa della sua infanzia, mi sono affezionato al microcosmo di Manduar, ho provato il freddo delle notti passate nel deserto, lo smarrimento nel trovarsi a bordo di un barcone che affronta il mare, la nostalgia della famiglia, il desiderio di andare avanti a ogni costo, inseguendo i propri sogni.
Ho raccontato tutto questo con rispetto e sensibilità. Se il nostro libro riuscirà a trasmettere le stesse emozioni ai lettori, allora saprò di aver fatto un buon lavoro.

Questa è una storia che dona speranza, come la stagione delle piogge che bagna la terra con la promessa della vita.

La prima goccia sta arrivando.

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